Teoria degli UNIVERSI ADIACENTI

TEORIA degli UNIVERSI ADIACENTI (forma breve: UA-0)

Formulazione di SINTESI

Vi sono alcuni fatti che suggeriscono che serve una teoria COSMOLOGICA nuova, le cui innovazioni spieghino dei fenomeni -ad oggi- inspiegabili, elencheremo nel seguito i principali:

  1. Nel COSMOS vi sono deformazioni gravitazionali localizzate che agiscono sulla distribuzione sia della luce cambiandone il percorso ottico, e ANCHE sulla materia, e ci riferiamo (oltre che alle deformazioni sulla luce) ANCHE al MOTO DELLE GALASSIE (#x) (#y) con particolare riferimento alle sorgenti di emissione → che NON sono spiegabili e coerenti con le misure sperimentali. Da ciò si è introdotta l’ipotesi di Dark_energy e Dark Matter, ossia di Energia Oscura e Materia Oscura. La percentuale -ad oggi- stimata di ciò che manca al computo (nella somma delle due tipologie) è circa il 90% del totale, da cui riteniamo che il problema sia non un semplice problema di misura, ma di MODELLO. (*1)

  2. Oltre le “deformazioni gravitazionali localizzate” i modelli attuali del COSMOS ipotizzano raramente NON tanto la possibilità di esistenza di altre dimensioni (si veda la teoria delle stringhe, o del cosmos olografico) (#1) (#2) MA la possibilità di accesso alle extra dimensioni. (si veda per alcune “tecniche” da noi proposte il punto 3 seguente). E da ciò la ricerca scientifica (e di modello) attuale si è orientata a cercare la X mancante (ciò che risulta inaccessibile ai metodi ordinari) nel MICROCOSMOS, e quindi si cerca la componente sub atomica che dia la massa mancante al calcolo delle deformazioni gravitazionali. VICEVERSA riteniamo che la “key of solution” SIA NEL MACROCOSMOS! Ed appunto in una teoria che spieghi COME & DOVE vi sia altra massa, quella delle galassie, ed altra energia, quella dalle galassie irradiata, che chiude perfettamente il computo della densità del COSMOS in modo compatibile con la espansione e con il RED SHIFT: essendo che le misure cosmologiche mostrerebbero che la velocità della luce sarebbe superabile, e che però tale fatto sarebbe da addebitare alla espansione dello spazio e non dei corpi (ndr: “espansione dei corpi” nello spazio), POICHE’ è ineluttabile la constatazione che nelle fasi primordiali del nostro universo la espansione abbia di gran lunga superato la velocità della luce. Vi sarebbe quindi una interpretazione che il moto dei gravi sia composito: una componente, sia C1, da addebitare alla espansione dello spazio (che si considera potere superare la velocità della luce) e una seconda componente, sia C2, che invece essendo non della deformazione cosmologica dello spazio, ma localistica dei gravi, non potrebbe superare la velocità della luce, in modo coerente con la teoria della relatività di Einstein. (*2)

  3. C’è infine un fatto principale che Einstein non tratta nella TEORIA DELLA RELATIVITA’ GENERALE: “la meccanica del plasma” .. che invece ha notevoli conseguenze su un modello del MACROCOSMOS. Grazie alle trasformate di Lorentz noi addebitiamo normalmente l’aumento di energia cinetica ad una aumento di massa, senza usualmente distinguere tra “massa a riposo” come la massa che non subisca un aumento di velocità e quindi di energia cinetica, e la massa formantesi a tenere conto dell’aumento di velocità impressa ad esempio da un laboratorio sulla velocità originaria prima dell’applicazione delle deformazioni di incremento. Da cui utilizziamo la seguente formulazione per la massa:
    m = m0 * [1/rad (1-v^2/c^2)] che vede una saturazione, con v < c (confermata dalle esperienze di laboratorio) che impedisce che la velocità della luce sia raggiunta. Dimentichiamo -però- che nel caso del plasma, ed in particolare nella formazione di elio da atomi di deuterio (sulle stelle per forza gravitazionale), la energia necessaria e sufficiente per la fusione che produce elio da due atomi di deuterio, non è una energia infinita, ma finita. E quindi si trascura -in genere- il fatto che NON è impossibile per una massa raggiungere la velocità della luce, poiché la radiazione emessa ha come equivalente proprio la massa mancante secondo e=mc^2. Può sembrare che questo fatto incontestabile perché confermato da ampie misure sperimentali, e per lo stesso fatto che le stelle sono accese, sia irrilevante ai nostri scopi. Ma questo fatto è BASILARE e lo vogliamo evidenziare da subito in quanto nel caso della trasformazione del plasma la massa non rispetta la convenzione di attribuire all’incremento di massa per aumento di energia cinetica la formula m = m0 * [1/rad (1-v^2/c^2)], ma la seguente m = m0 * [rad (1-v^2/c^2)]. In cui il fattore [rad (1-v^2/c^2)], {detto spesso 1/gamma, gamma= 1/[rad (1-v^2/c^2)]}, non è a denominatore ma a numeratore nel moltiplicarsi con m0, che è la massa a riposo. Va infranto, quindi il TABU’ che la velocità della luce non sia raggiungibile, poiché questo è vero solo per i metodi ordinari da un laboratorio. Viceversa la velocità della luce è raggiungibile da una massa ALMENO nel caso della fusione nucleare e il “meccanismo” con cui tale transizione avviene non è ad intervallo di tempo zero, come è oggi in voga pensare con l’impostazione della meccanica quantistica, che non pare interessarsi dei fenomeni di transizione, ritenendoli istantanei. E’ quindi da dire in chiaro le ragioni per cui da un laboratorio sia impossibile raggiungere grazie alla applicazione di forze solidali con il laboratorio l’evento di raggiungimento della velocità della luce. La ragione è semplice: la velocità della luce è un limite dimensionale di frontiera del nostro universo, sia U1. Quindi il raggiungimento di “c” (la velocità della luce), non può essere effettuato per incremento finale in U1, poiché il punto di applicazione di una forza che trascenda U1, non può essere sul supporto che poi è trasceso, perché mancherebbe il punto di applicazione nell’interim di transizione ad U2, ossia nell’UNIVERSO ADIACENTE, U2, da U1, il nostro. Questa anomalia apparentemente insormontabile, possiamo imparare dalla natura, nel plasma, come è ordinariamente bypassata: ad esempio con forze di tipo gravitazionale, come con forze transUniverso come nella compressione del plasma sulle stelle, oppure con le deformazioni transUniverso nella dark matter, che pure non vediamo esplicitamente, ma di cui misuriamo gli effetti, ad esempio con le deviazioni del cammino ottico della luce per masse non identificate. Infine dobbiamo citare le forze di tipo elettromagnetico che realizzano ad esempio in un TOKAMAK la fusione calda per compressione elettromagnetica dell’idrogeno. Ma sarebbe grave dimenticare il concetto di motori a reazione che funzionano nel vuoto, e quindi senza il supporto atmosferico. Da cui sarebbe da pensare che se vale che “un corpo è nel suo stato di quiete (ad esempio una sonda interplanetaria) viaggiando a velocità costante e vi permane se non siano applicate forze esterne e la sua velocità sia v = c – epsilon”, allora, possa un incremento di combustione di un motore al plasma, essere nella possibilità di imprimere un aumento di velocità coprendo quell’epsilon. Infatti il punto di applicazione del motore al plasma è solidale con la sonda e continuerà a dare il suo contributo sia che la sonda sia in U1, e sia nell’interim del trasferimento in U2. (*3)

Da tutto ciò, in questa prima formulazione sintetica, esprimiamo la seguente tesi:

TH “UNIVERSI ADIACENTI” (UA-0)

  • IL MACROCOSMOS non è il solo nostro universo U1, poiché la velocità della luce costituisce una frontiera che ci impedisce di osservare direttamente, da U1, U2 che va considerato l’universo adiacente raggiungibile ad una sonda che superi la velocità della luce, nel metodo indicato nella premessa precedente, in particolare al punto 3.

  • Esistono alcuni fenomeni fisici che già ci danno conferma della teoria qui formulata (UA-0). E sono rispettivamente in ordine di importanza:

  • il fatto che le galassie lontane sembrano avere una velocità maggiore di c, nella interpretazione con il modello di Hubble. In particolare nel nostro modello la max velocità raggiungibile da una galassia ai confini di U1 è v1(misurata da U1)= 2c, come confermano le misure attuali e per ragioni di matematica che esprimeremo in dettaglio nel seguito nella formulazione estesa della UA.

  • Anticipiamo che quando v1=c, v1 misurata in U1, una intera galassia scompare (da U1) come forma massiva, ma non come forma luminosa .. e ciò è analogo .. a come scompare la massa del plasma come forma massiva, ma non scompare come forma elettromagnetica.

  • La forma elettromagnetica con cui è misurata “la galassia lontana” che sia già oltre c .. è ancora visibile fino al limite v1=2c, ma, per valori maggiori di 2c, scompare (da U1) anche come forma luminosa (cioé elettromagnetica) .. se quindi v1 cercherà di osservare velocità > 2c, allora, non vedrà galassie lontane.

  • Se ne deduce (da quanto ai punti precedenti) .. un range di “osservabilità” delle galassie lontane fino al limite max (da U1) v1=2c.

  • Il perché di questo range è spiegabile, in forma breve, con il fatto che la massa della galassia che accede (aumentando di velocità) da U1 ad U2, ha lo stesso comportamento in U2, di quello che aveva avuto in U1: è visibile come massa finché in U2 ha velocità v2 (misurata in U2) minore di c, e perde il requisito di essere osservabile (sempre in U2) come massa, quando raggiunge v2=c. In particolare questa ultima condizione ha conseguenze anche in U1: in U1 -infatti- scompare anche come forma luminosa (se la galassia raggiunge c in U2). Da cui si crea il limite di visibilità in U1 v1(max)=2c, e la relazione tra le velocità di U2 ed U1 seguente: con v1 > c, e v1 < 2c, avremo v1 = v2 + c.

Nota Bene: nelle note seguenti le fonti di conferma sono prese dalla enciclopedia inglese wikipedia, per omogeneità di fonte di riferimento, ed inoltre per la nostra scelta che la comprensione sia possibile con un approccio il più ampio possibile contrastando la moda attuale di dovere essere abbonati a riviste specializzate che non permettano al vasto pubblico di potere avere un consultazione in tempo reale.

(*1)

fonte di conferma:
DARK MATTER
<<The standard model of cosmology indicates that the total mass–energy of the universe contains 4.9% ordinary matter, 26.8% dark matter and 68.3% dark energy.[3][4] Thus, dark matter constitutes 84.5%[note 1] of total mass, while dark energy plus dark matter constitute 95.1% of total mass–energy content.[5][6][7][8] >>

https://en.wikipedia.org/wiki/Dark_matter

(*2)

fonti di conferma:

RED SHIFT:

https://en.wikipedia.org/wiki/Redshift
Hubble:
https://en.wikipedia.org/wiki/Hubble%27s_law

(*3)
fonti di conferma:
TOKAMAK:
https://en.wikipedia.org/wiki/Tokamak

STROBOSCOPIA DEL PLASMA:

https://6viola.wordpress.com/2016/02/05/stroboscopia-del-plasma-studio/

“Chi sa ASCOLTARE la verità non è da meno di colui che la sa esprimere.” Khalil Gibran

P.S.

  • il progetto attuale è “in costruzione” non in riferimento alla TH sopra esposta, ma sia alle “fonti di consultazione”, sia al metodo constellazione o anche detto iperlink.
  • Alcuni argomenti di approfondimenti, però, saranno evidenziati, appena elaborati in forma scientifica (e non come pure congetture), con articoli ad hoc, poiché sono autonomi dalla letteratura oggi disponibile e conseguenza del modello UA-0 da noi adottato.

more info, (in attesa di una maggiore sistematicità di cui daremo conto qui sul tema attuale), al link del blog seguente a firma dell’ingegner. A. M. Pasquale Tufano:
https://6viola.wordpress.com/

La versione Libro (in pdf) con download libero:

http://www.partitoviola.it/docs/+UAO-22-12-2016-c.pdf

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